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Baremone, Maniva, Crocedomini e Gaver in bici da corsa

Baremone, Maniva, Crocedomini e Gaver in bici da corsa

Un giro unplugged perfetto per il periodo autunnale quando i boschi si tingono di giallo, arancio e rosso.

Siamo partiti la mattina da Anfo. Appena fuori dal paese sul Lago d’Idro, si imbocca una strada a gomito sulla sinistra: il giro inizia da lì. Tenete sempre la strada principale e in 11 irti Km vi porterà sulla sommità del Passo Baremone (il più duro della giornata – anche se la cima Coppi è vicino ai ripetitori a oltre 2.400 mslm). Fin da questo primo passo i paesaggi sono davvero suggestivi.

Proseguendo oltre – dopo il Rifugio Margherita – si pedala nel bel mezzo di un bosco rigoglioso che in autunno offre davvero uno spettacolo di colori di rara bellezza. Raggiunta la galleria, breve ma piuttosto scura, inizia il primo pezzo di strada bianca. E’ sconnessa, quindi se non avete la mountain bike, sarete costretti a scendere e portare la bici da strada a mano per un pezzetto che alla fine è breve.

Continuando di buona lena si raggiunge il Passo Maniva. Qui magari farete come me e prenderete un caffè godendovi il panorama. Poi proseguendo al cartello Passo Crocedomini inizierete il tratto che regala i panorami più mozzafiato, lambendo il Parco dell’Adamello. Lassù lo scenario è davvero maestoso, tra morene e laghi scuri glaciali, vi sembrerà di essere un pò più vicini al cielo.

Poco dopo aver scollinato, ricomincerà il tratto più lungo di strada bianca che passa sotto ai ripetitori della Nato e finirà al rifugio del Passo Crocedomini. Niente paura il più ormai è fatto, anche se probabilmente inzierete a sentire le vostre gambe un pò pesanti.
Certo il giro non è finito, al bivio terrete la direzione per Bagolino e da qui aggirerete il Dasdana con i suoi meravigliosi paesaggi montani salendo e scendendo e percorrendo leggeri falsopiano. Raggiunto Gaver, a cui io sono davvero affezionata per ragioni personali, inizierete una lunghissima discesa superando il Blumon Break e fino a Raggiungere Bagolino e con la sua variante bassa Anfo e il Lago d’Idro, dove avevamo lasciato l’auto.

Questa discesa da Gaver potete farvela in velocità, a tutta canna, ed è talmente gelida che nessuno si curerà di chiedervi perchè vi stanno scendendo le lacrime ..tanto che ho potuto lasciarle scendere incurante e senza vergogna alcuna, unico pericolo: offuscare la visuale.

E davvero un bel giro, che regala grandi soddisfazioni. E il cuore batte così forte

Silvia
Amo la natura e nutro un sincero, profondo e atavico rispetto per essa. Mi piace stare all'aria aperta e spesso mi rifugio tra le sue braccia per trovare conforto e godere della gioia di vivere. Questo blog lo tengo per condividere alcune belle avventure che ho vissuto e dalle quali Altri potrebbero trarre ispirazione.

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