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Che noia i poser di Santiago de Compostela

Che noia i poser di Santiago de Compostela

So che mi creerò più di qualche facile inimicizia (anche tra persone conosciute) ma preferisco confidarvi una cosa: ogni volta che uno/a si gasa per essere andato/a a Santiago de Compostela (e di quanto questa domenicana esperienza abbia cambiato la sua già triste vita), a me cresce un capello bianco.

Sfatiamo un mito, per favore: andare a Santiago de Compostela è l’esperienza più overrated del mondo.

Seconda, forse, solo a quelli che giurano di aver ottenuto l’illuminazione in India.

Credo che potrò prendere in considerazione di andare a Santiago de Compostela non prima dei 70 anni o giù di lì, ovvero quando sarò una ottuagenaria pensionata e comincerò ad avvertire i miei primi acciacchi fisici. Ma forse nemmeno allora sai …avrò di meglio da fare perfino a quell’età.

Prima di quel momento, a meno che sia obbligata da qualche ragione suprema sconosciuta, non capiterà MAI.
Ripeto: non capiterà MAI.
Ci sono almeno 758.000 esperienze più emozionanti e straordinarie da fare, prima di quella. Ammettetelo. Molte decisamente più semplici. E pure dietro casa.

Se la vostra priorità è andare a Santiago de Compostela a mio avviso è un chiaro indice della vostra scarsa preparazione culturale e della vostra imbarazzante familiarità con i gusti popolari, nel senso più dispregiativo del termine. In altre parole, non meritate da me grande attenzione.

Chiunque abbia in sé un pò di senno e conservi in sé un pò di vero spirito del viaggio (su una roccia dove non c’è davvero più nulla da scoprire se non gli Oceani) sono certa sia d’accordo come me.

Cosa c’è di speciale nel ripercorrere la via di un vecchio pellegrinaggio catto franchista e idolatrare d’aver collezionato dei timbrini a forma di conchiglia?

Dai ammettilo: un emerito belino.

Chiedo venia, ma evitate di menarmela che avete fatto il camminio inglese, francese e vattelapesca per convincermi che la vostra esperienza sia migliore di quella dei vostri colleghi. I vostri sono tutti dettagli triti e ritriti che francamente sono stanca di sentire e che di epico non hanno proprio un bel nulla. Con me perdete tempo, levatevi.

Con tutto il rispetto per la vostra banalità, per favore rendetevi conto che:

  1. a meno che voi siate pecorelle smarrite ma ferventi e animate dalla fede in Cristo, avete fatto una passeggiata inutile e senza significato (c’erano davvero tanti altri modi diversi per investire meglio tempo prezioso);
  2. avreste potuto cogliere più senso dell’avventura salendo in Grigna una notte in mezzo alla settimana con la frontale (e poche balle);
  3. cercare dello spirituale e straordinario in un’esperienza banalmente collettiva come quella, è sintomo di una fufferia senza precedenti che una come me non può tollerare a lungo comprendes? aka vai a raccontarla a quelli che ti stimano e che come te pensano di ottenere l’illuminazione da una passeggiatina ma piantala di annoiare noi viaggiatori veri, perchè è proprio vero siamo su Galassie diverse e da spartire con voi nulla abbiamo proprio.

Accettate un consiglio spassionato?

Se volevate andare in Spagna e fare qualcosa di davvero fico, dovevate tornare a casa e raccontare il GR11.

Altro che Santiago de Compostela …quello va bene al limite per dei nonni americani e sovrappeso.

Insomma, in altre parole riprovaci Forrest 😉
magari con qualcuna che come te abbia fatto Santiago de Compostela, già una cosa che vi accomuna c’è

Silvia
Amo la natura e nutro un sincero, profondo e atavico rispetto per essa. Mi piace stare all'aria aperta e spesso mi rifugio tra le sue braccia per trovare conforto e godere della gioia di vivere. Questo blog lo tengo per condividere alcune belle avventure che ho vissuto e dalle quali Altri potrebbero trarre ispirazione.

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