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La Favorita di Yorgos Lanthimos

La Favorita di Yorgos Lanthimos

Amare i conflitti: sia nella forma sia nei contenuti. Perchè qualsiasi cosa, se non rivela il suo opposto, non è completa.

Si candida ad essere uno dei film più bizzarri che abbia mai visto. Del resto il regista è quello di The Lobster – che avevo visto l’anno scorso sul volo di ritorno dalla Patagonia – un altro film bello assurdo. Anche in questa prova è dark perchè come dice lui “il buio è intorno a noi: tutto è, a suo modo, violento” anche quando è grottescamente divertente.

La Favorita ti sorprende perchè ti racconta una storia di reali inglesi in costume come non te l’ha mai raccontata nessuno. E quindi non te la aspetti. C’è una nobildonna decaduta che cerca redenzione (Abigail – Emma Stone), un’arrivista pronta a tutto pur di prevalere (Lady Sarah – Rachel Weisz) e una (im)probabile regina Anna lesbica (una magistrale Olivia Colman).

Come tutti i film di Lanthimos è visivamente glaciale e contenutisticamente un vulcano di battute che erutta ogni 10 secondi. Possiamo definirla una tragicommedia alla corte degli Stuart? La storia potrebbe essere dei nostri giorni e le due eroine, antagoniste, (Emma Stone e Rachel Weisz, davvero davvero meravigliose entrambe) sono due personaggi femminili molto forti.

Di grande gusto sia la fotografia sia le scelte contemporanee che stridono col passato imbellettato. E che gioia quell’utilizzo del fisheye.

L’arte di raccontare le contraddizioni.
E’ inverosimile l’ipotesi di un personaggio totalmente positivo.

Una cosa interessante di Yorgos è che sul set crea incertezza almeno a suo dire:

Solo così l’attore può lavorare sull’istinto, può essere libero, generoso, presente anche se non si sente protetto. E può allentare il freno della rispettabilità, senza preoccuparsi di corrispondere a ciò che è approvato dal pubblico.

Credo che sia proprio così che si possano essere sentiti gli attori girando questo inaspettato e stravagante film.

Quanta sia la verità e quanta la bugia nel suo racconto si possono solo intuire (visto che la vicenda della storia della regina Anna è poco nota), ma l’universo autosuffciente creato da Yorgos è davvero visionario e spiazzante. Una cosa spassosissima è la scena del ballo. Ogni film in costume ne ha una e anche in questo film non poteva mancare, ma il risultato finale è assolutamente goliardico e non c’entra proprio un bel niente con le danze del passato.

Nota di merito anche a Nicholas Hoult (che ormai devo farmi una ragione è cresciuto e non è più un bambino) e a Joe Alwyn.

Resta che in questo film non si salva nessuno.

 


Alle volte è meglio arrivare e fare il mostro.

Perchè poi alla fine tutti dobbiamo decidere se investire il nostro tempo occupandoci del bene pubblico e dello Stato, del potere anche, o se sia il caso di perderci nella banalità dei nostri drammi personali che causano deformazione e poco altro.

E tra l’altro, aggiungerei, quale miglior momento di questo, per parlare di certi argomenti in Italia (e nel Mondo che ci ritroviamo)?

Ve lo prometto: amerete il godibilissimo humor inglese di questo film strambatissimo. Quando è partita quell’improbabile musica rock ho pensato perfino ci fosse un problema tecnico in sala. LOL

una frase dal film:

Devo prendere il controllo della mia condizione. Io sono dalla mia parte. Sempre.

Silvia
Amo la natura e nutro un sincero, profondo e atavico rispetto per essa. Mi piace stare all'aria aperta e spesso mi rifugio tra le sue braccia per trovare conforto e godere della gioia di vivere. Questo blog lo tengo per condividere alcune belle avventure che ho vissuto e dalle quali Altri potrebbero trarre ispirazione.

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