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Raggiunti nuovi livelli di santità.

Raggiunti nuovi livelli di santità.

E se non si tratta di santità deve essere stupidità.

La Monte Albano – Ottorino Marangoni che ho portato a termine pochi giorni fa, è in assoluto l’esperienza più impegnativa su roccia a cui io abbia mai partecipato. Si tratta di una ferrata non banale, che sconsiglio di affrontare se principianti, perchè è impegnativa e stancante – molto di tenuta. Il tracciato si sviluppa partendo dal comune trentino di Mori, scalando sulla roccia fino alla sommità del Monte Albano.

Certo non hanno aiutato i miei livelli attuali di emoglobina e ferro nel sangue, e per questo ammetto, alla luce dell’esperienza, forse sono stata davvero un pò avventata ad affrontare un’avventura come questa in un momento in cui la mia salute non è esattamente scintillante 😉

Il dislivello totale è piuttosto importante: 400m. Dopo aver raggiunto il centro di Mori, poco distante da Rovereto, ed aver trovato un posteggio per lasciare l’auto si sale al centro del paese e si segue per il Santuario di Montalbano, da li a breve attraverso un sentiero di collegamento si raggiunge la ferrata.
La ferrata e abbastanza difficile, non è impossibile ma a causa dei tanti visitatori la pietra e molto liscia e levigata, in alcuni casi la presa con le mani non e proprio ottimale. La partenza è particolarmente impegnativa, forse a scongiurare i tenattivi dei principianti. La ferrata molto bella e spettacolare con dei panorami incredibilmente belli ed emozionanti sull’abitato di Mori.
Per il ritorno si continua per il sentiero che scende verso Mori ritornando al santuario Montalbano e scendendo poi nel bosco, una cinquantina di minuti, per tornare all’auto

La ferrata è davvero adrenalinica e divertente, quando si arriva alla sommità si prova una grande soddisfazione per averla completata. Personalmente – il mio livello è da principiante anche se ho una discreta atleticità e una buona dose di coraggio – ho trovato particolarmente impegnativi due passaggi:

  • la partenza che non è da sottovalutare, considerando che ci sono circa 6 metri non assicurati prima di arrivare alle funi metalliche per mettersi in sicurezza. Sono già accaduti incidenti spiacevoli e il mio consiglio non è di non affrontarla se principianti, bensì di fare in modo di assicurarsi da sé con delle corde in compagnia di accompagnatori-amici se non si possiedono capacità avanzate.
  • un passaggio particolarmente esposto e strapiombante a circa tre quarti della ferrata, non banale se consideriamo che le vostre braccia saranno guà piuttosto stanche.

Per farla tutta ci abbiamo messo circa tre ore. La giornata di fine estate, caldissima: 37° in trentino! ci ha obbligati a fare qualche sosta in più e a bere davvero molta acqua. Ho bevuto una camelbeg da 1l di acqua naturale.

Ve la consiglio con tutto il cuore perchè è un’esperienza incredibile ma vi invito anche a prestare attenzione e aprendere le dovute cautele e precauzioni.

Silvia
Amo la natura e nutro un sincero, profondo e atavico rispetto per essa. Mi piace stare all'aria aperta e spesso mi rifugio tra le sue braccia per trovare conforto e godere della gioia di vivere. Questo blog lo tengo per condividere alcune belle avventure che ho vissuto e dalle quali Altri potrebbero trarre ispirazione.

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